domenica 6 dicembre 2015

Arte, fotografia e percezione

Oggi voglio affrontare un argomento particolare che mette insieme l'arte figurativa e pittorica con l'arte delle fotografie, soprattutto quelle del foto-giornalismo che vediamo sui quotidiani, sui magazine e anche nelle mostre.

Spesso chi lavora in una mostra di foto-giornalismo deve dire o sentirsi dire che le foto che si vedono non sempre sono adatte ai bambini e che queste possono turbarli.

Posso condividere questo pensiero perché effettivamente vedere cadaveri, vittime di combattimenti, persone gravemente malate, può turbare... Ma è giusto questo? E soprattutto, quando vediamo dipinti in cui Giuditta tiene per i capelli la testa appena tagliata e grondante di sangue di Oloferne (uno dei tanti esempi che ci sono) dovremmo avere la stessa reazione? Abbiamo la stessa reazione di allontanamento dell'immagine e "censuriamo" ai bambini tali immagini?

La risposta alla prima domanda è difficile: ovviamente la realtà di una fotografia ci obbliga a vedere la realtà, ad osservare in modo crudo e diretto il mondo in cui viviamo, un mondo che ci è molto vicino (si pensi alle stragi di Parigi, geograficamente vicine a noi) e che quindi ci tocca nel profondo.
Ne scaturisce una riflessione inevitabile.
Un bambino non dovrebbe essere testimone di così tata violenza, soprattutto perché ancora ovattato nel mondo delle fiabe che si crea e che gli permette di crescere e imparare alcuni valori importanti.
Però quando guardiamo il telegiornale cenando, non vede e sente forse immagini simili? Sono così tanto diverse le immagini che il TG ci presente quotidianamente nei momenti tra l'altro più conviviali della giornata, quelli che condividiamo con i nostri figli e le nostre famiglie?

Ad ognuno la propria risposta e la propria riflessione, ma vorrei dare una risposta anche alla seconda domanda: dobbiamo per caso allontanare anche quell'altro pittorica che ci presenta omicidi e barbarie che fanno parte della storia o della mitologia?
Se fossimo coerenti la risposta sarebbe si, dobbiamo tenere lontani i bambini perché immagini crude e poco adatte alla loro età.
Ma lo facciamo?
Non mi è mai capitato di vedere genitori uscire dalla mostra con i figli perché i dipinti erano troppo crudi...
Il dipinto si osserva e fa riflettere in modo diverso, ma perché? Anche la fotografia fa parte dell'arte, entra dentro di noi con lo stesso canale sensoriale, la vista... Eppure è percepito dalla nostra coscienza come un qualcosa di diverso, senza riflettere sul fatto che la fotografia è veloce, istantanea ed immediata esattamente come tutto nella vita di oggi, nella vita dei nostri figli...

Ci tenevo a condividere questo pensiero perché mette in luce a mio avviso una discriminazione dell'arte fotografica rispetto alla pittura che, però, non ha delle basi solide su cui poggiare...

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